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Le normative sullo smaltimento e riciclo dei rifiuti tecnologici

Sistri: Decreto 17 dicembre 2009 ll Decreto 17 dicembre 2009 del Ministero dell'Ambiente, entrato in vigore dal 14 gennaio 2010, ha introdotto il SISTRI, un nuovo Sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi che sostituirà con dispositivi elettronici (chiavette USB), l'attuale sistema cartaceo basato sulla compilazione dei registri di carico e scarico, dei formulari e a partire dal 2011 il MUD. La chiavetta USB consentirà di trasmettere i dati, firmare elettronicamente e memorizzare tutte le informazioni relative alla movimentazione/gestione dei rifiuti.

Per chi è
Sono tenuti ad iscriversi al Sistri entro 30.03.2010:
- Produttori di rifiuti pericolosi con più di 50 dipendenti
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali, artigianali e di gestione rifiuti con più di 50 dipendenti
- Gestori di rifiuti (recuperatori,smaltitori, commercianti ed intermdiari) e Consorzi
- Enti e imprese che gestiscono i rifiuti urbani nella Regione Campania

Sono tenuti ad iscriversi dal 13.02.2010 al 29.04.2010:
- Produttori di rifiuti pericolosi fino a 50 dipendenti
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali, artigianali e di gestione rifiuti tra 11 e 50 dipendenti

Adesione volontaria dal 12.08.2010:
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali,artigianali e di gestione rifiuti fino a 10 dipendenti
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da altre attività (servizi, commercio,edilizia,sanità)
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali,artigianali e di gestione rifiuti fino a 10 dipendenti

Cosa fare per
Modalità di iscrizione:
- ON LINE collegandosi al sito www.sistri.it
- VIA FAX 800 05 08 63
- NUMERO VERDE 800 00 38 36
- E-MAIL all'indirizzo iscrizionemail@sistri.it (inviando il modulo di iscrizione)
Per necessità di assistenza in fase di iscrizione: infosistri@sistri.it oppure numero verde 800 00 38 36 Per informazioni e approfondimenti riguardanti l'iscrizione al sistema, normativa di riferimento, linee guida e faq consultare il sito www.sistri.it.

PROBLEMI NELL'UTILIZZO DEI DISPOSITIVI SISTRI
Sistri ha messo a disposizione delle imprese il NUMERO VERDE 800050863 (fax) e l'indirizzo mail iscrizionemail@sistri.it per eventuali segnalazioni di malfunzionamenti dei dispositivi elettronici, anomalie nell'accesso o codici di accesso non leggibili. Costi ??

Normativa RAEE

D. Lgs n.151/2005 (Direttive 2002/95/CE 2002/96/CE e 2003/108/CE)
Normativa specifica contiene gli obblighi di gestione e finanziamento, in capo ai produttori di AEE, delle operazioni di ritiro, trasporto e gestione dei RAEE domestici e anche di raccolta dei RAEE professionali. Il D. Lgs 151/2005 stabilisce misure e procedure finalizzate a:
- prevenire la produzione di RAEE;
- promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei RAEE, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento;
- migliorare, sotto il profilo ambientale, l'intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di dette apparecchiature (ad esempio produttori, distributori, consumatori e operatori direttamente coinvolti nel trattamento dei RAEE);
- ridurre l'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Produttori

Il Decreto Legislativo 151 del 2005 prevede che il finanziamento delle operazioni di trasporto, nonché delle operazioni di trattamento, di recupero e di smaltimento di RAEE sia a carico dei Produttori. Per Produttori si intende chiunque:
- Fabbrica e vende apparecchiature elettriche ed elettroniche recanti il suo marchio;
- Rivende con il proprio marchio apparecchiature prodotti da altri fornitori;
- Importa o immette per primo, nel mercato nazionale, apparecchiature elettriche ed elettroniche nell'ambito di una attività professionale e ne opera la commercializzazione.
Per i RAEE storici provenienti dai nuclei domestici, i produttori hanno una responsabilità collettiva, in proporzione alla rispettiva quota di mercato. Tale responsabilità viene espletata attraverso la costituzione di sistemi collettivi.

Raggruppamenti

Il Decreto Ministeriale ha definito i Raggruppamenti di RAEE che dovranno essere attuati nei Centri di Raccolta ed in base ai quali verranno calcolate le quote di competenza di ciascun produttore. Presso i Centri di Raccolta ogni tipologia di RAEE è raccolta separatamente sulla base di una suddivisione di 5 Raggruppamenti. I rifiuti raccolti sono tutti e solo RAEE storici provenienti dai nuclei domestici.
R1 apparecchiature refrigeranti
R2 Grandi Bianchi
R3 TV e Monitor
R4 PED CE ICT Apparecchi illuminanti e altro
R5 Sorgenti luminose

Cancellazione dei beni dal libro cespiti / Semplificazione fiscale

Per i beni iscritti a libro cespiti è prevista una netta semplificazione delle procedure di distribuzione quando i beni suddetti sono conferiti a soggetto autorizzato in qualità di rifiuti. Questo è utile quando è necessario ricorrere allo smaltimento di computer o dei rifiuti elettronici dell'ufficio. Grazie alla circolare ministeriale n°193/E del 23/07/98 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n°222 del 23/09/98 è possibile cancellare i beni dal libro dei cespiti dimostrando di aver conferito i rifiuti ad un'azienda autorizzata alla gestione di quella particolare categoria di rifiuti.
In questo caso non è più richiesta la presenza dell'autorità competente allo svolgimento delle operazioni di distruzione e lo smaltimento dei computer aziendali è più facile.

Il Dlgs 205/2010 introduce il concetto di "preparazione al riciclaggio"

Il Dlgs 205/2010 che recepisce la Direttiva europea 2008/98 - ossia il terzo correttivo della parte IV del cosiddetto Testo unico ambientale (152/06) - introduce una serie di novità. E' riconfermata la gerarchia della gestione dei rifiuti, (il legislatore riconferma, l'ordine di priorità fra la prevenzione, riciclo, recupero energetico e smaltimento) se pur rinnovata. Sono inserite nuove definizioni (di riutilizzo, di preparazione al riutilizzo e di riciclaggio) e nuovi principi come quello del "ciclo di vita" dei rifiuti che rende possibile in certi casi, discostarsi dall'ordine di priorità. Viene stabilito chiaramente un ordine di priorità tra le diverse forme di recupero inserendo al primo posto il riutilizzo, al secondo il riciclaggio e infine il recupero di altro tipo, e viene pure distinto nettamente il recupero di materia da quello di energia, subordinando quest'ultimo al primo. E per lo stesso concetto di recupero di materia viene distinto il riutilizzo, dalla preparazione al recupero e dal riciclaggio.
Il legislatore italiano, dunque, per riutilizzo intende "qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti o componenti che non sono rifiuti sono reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti". Mentre per preparazione per il riutilizzo intende le "operazioni di controllo, pulizia, smontaggio e riparazione attraverso cui i prodotti o i componenti di prodotti diventati rifiuti (come ad esempio i Raee) sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento" . Altra cosa, invece è il riciclaggio ossia "qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini."Dunque, se nel riutilizzo non si parla ancora di rifiuto (il che sembrerebbe significare che in quest'ultimo caso non si parli di applicazione della disciplina contenuta nella parte quarta del Codice ambientale) la preparazione al riutilizzo e il riciclaggio riguardano direttamente i rifiuti.
Nello specifico: nel primo caso l'accento è sui prodotti o i componenti di prodotti diventati rifiuti; nel secondo il riferimento è ai soli rifiuti. Per la preparazione il prodotto o il componente è preparato (in un impianto autorizzato) senza subire ulteriore trattamento per essere riutilizzato per lo stesso scopo per cui è nato; per il riciclaggio il rifiuto è sottoposto a trattamento per ottenere prodotti, materie e sostanze (come ad esempio materie prime seconde) da utilizzare non solo per la loro funzione originaria ma anche per altri fini (escluso comunque il trattamento finalizzato al recupero di energia). Nonostante questi chiarimenti sulle definizioni, le incertezze permangono (soprattutto per chi intende "agire" il regime di favore - che comporta in capo al soggetto interessato l'onere di dimostrare che non si tratti di rifiuti).
Perché il testo del codice ambientale non esplica quali prodotti e rifiuti possono essere sottoposti a riutilizzo o preparazione di utilizzo. Demanda al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio la definizione di un catalogo esemplificativo di prodotti e rifiuti di prodotti sottoposti a riutilizzo o preparazione di utilizzo (attraverso appositi decreti da adottarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore delle disposizioni).
Perché i criteri specifici per individuare gli "end of waste" ossia per poter affermare che un rifiuto cessa di essere tale (e essere per esempio materia prima seconda) dovranno essere individuati caso per caso per specifiche tipologie di rifiuto attraverso uno più decreti emanati da parte del Ministero dell'Ambiente (ad ora sembra che siano in dirittura di arrivo quelli relativi alle terre e rocce da scavo e per i metalli).

D. Lgs. 152 del 2006 (Testo Unico Ambientale)

Il Testo Unico Ambientale contiene la disciplina generale e organica in materia di rifiuti. Le sue disposizioni sono applicabili anche ai RAEE (art. 177). Prevede l'emanazione di decreti attuativi per la sua implementazione.
Legge 18 giugno 2009 n. 69 Articolo 12: Delega al Governo per l'adozione di decreti legislativi integrativi e correttivi in materia ambientale, da attuarsi entro il 30 giugno 2010.
Il Decreto discliplina tutta la regolamentazione in materia ambientale, modificato successivamente dal il Dlgs 205/2010 che recepisce la Direttiva europea 2008/98 - ossia il terzo correttivo della parte IV del cosiddetto Testo unico ambientale (152/06) - introduce una serie di novità. Di seguito in allegato il Testo Unico ambientale.

Le origini: Direttive WEEE e RoSH

La direttiva 2002/96/CE, anche nota come WEEE, è nata dall'idea di prevenire e limitare il flusso dei rifiuti di apparecchiature destinati alle discariche, incentivando politiche di riuso e riciclaggio degli apparecchi e dei loro componenti. La direttiva applica il concetto della Responsabilità estesa del produttore (chi inquina paga). Difatti i produttori avranno l'obbligo di provvedere al finanziamento delle operazioni di raccolta, stoccaggio, trasporto, recupero, riciclaggio e corretto smaltimento delle proprie apparecchiature una volta giunte a fine vita. Tale responsabilità finanziaria sarà di tipo individuale per i prodotti immessi sul mercato dopo l'entrata in vigore della direttiva (13 Agosto 2004) e collettiva per i prodotti immessi prima di tale data.
La direttiva 2002/95/CE anche nota come RoHS, prevede il divieto e la limitazione di utilizzo di piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente ed alcuni ritardanti di fiamma nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Nell'allegato sono riportate alcune esenzioni per particolari tipi di applicazioni.
La direttiva 2003/108/CE varata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell'8 Dicembre 2003 modifica la direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). La direttiva conferma la responsabilità del produttore per la gestione delle apparecchiature non provenienti dai nuclei domestici, immesse sul mercato dopo il 13 Agosto 2005, pur lasciando la possibilità al fabbricante ed all'utilizzatore di concludere accordi stipulando altri metodi di finanziamento. Per i RAEE di prodotti immessi sul mercato prima del 13 Agosto 2005 ("rifiuti storici"), invece, la proposta rende in parte o in toto, a discrezione degli Stati Membri, responsabile il detentore ,uando non vi sia l'acquisto contestuale di un nuovo prodotto equivalente.

Costi

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 156 del 7 luglio 2010, il Decreto dirigenziale interministeriale 17 giugno 2010, con il quale è stata aggiornata la Tabella A dei diritti di segreteria , a seguito della istituzione del SISTRI con il D.M. 17 dicembre 2009 e dell'avvio della Comunicazione Unica.

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